05 – Monte dei Frati

Località di partenza:
La Piazzuola (m. 822 slm)
Località di arrivo:
Monte dei Frati (m. 1.453 slm)
Lunghezza:
km. 5
Dislivello totale in salita:
m. 631
Ritorno:
per lo stesso percorso

Descrizione

Il punto di partenza è raggiungibile in auto da Badia in circa 10 minuti (occorre seguire le indicazioni per Monteviale e qui svoltare a sinistra per la sterrata fino al Poggio La Piazzuola). Una volta lasciata l’auto nel piazzale, prima della sbarra sulla destra si stacca il sentiero CAI n. 19 che sale verso il Monte dei Frati.

Si imbocca tale sentiero e lo si segue sempre fedelmente. Nella prima parte del percorso da notare diversi “affacci” sulla Val di Bruci, che durante il periodo dell’occupazione tedesca fu la “base logistica” per gli uomini impegnati sul Monte dei Frati prima a costruire le fortificazioni e poi a difenderle. Fin qui, infatti, i tedeschi riuscivano ad arrivare con mezzi a motore; da qui in avanti salivano a piedi o, fin dove possibile, con i muli.

Proseguendo lungo il percorso, il panorama si apre anche sulla dorsale di Monterano, anche’essa all’epoca densamente fortificata. Da notare, in tal senso, come i principali punti di fortificazione, fossero – oltre che in punti strategici – tutti (o quasi) anche in “contatto visivo” tra loro.

Va inoltre ricordato che queste zone dell’Alpe della Luna videro prima dell’arrivo dei tedeschi (e in parte anche durante), la presenza di diversi raggruppamenti partigiani; più precisamente quelli della V Brigata Garibaldi “Pesaro” e quelli della XXII Brigata Garibaldi “P. Borri”. Prima ancora che aree di fortificazione della Linea Gotica, questi territori furono dunque teatro di azioni partigiane, di rastrellamenti nazifascisti, di scontri a fuoco ed anche di fucilazioni di partigiani catturati.

Una volta giunti al Monte dei Frati (circa 2 ore di cammino dalla Piazzuola), la segnaletica giallo-blù del Parco della Linea Gotica consente di raggiungere l’ampio sito storico; ci si trova di fronte quasi ad una “cittadella” fortificata, destinata ad ospitare la contraerea tedesca. La tabella descrittiva in loco aiuta il visitatore a prendere cognizione dei particolari.

Da ricordare, inoltre, che sulla sommità di Monte Maggiore (raggiungibile in circa mezz’ora dal Monte dei Frati (proseguendo sul sentiero di crinale) era posizionato uno dei principali osservatori di tutto l’area; oggi però di tale struttura non vi è praticarne più traccia, mentre alcune “buche” e “piazzole”, resti delle postazioni di servizio di tale osservatorio, sono ancora visibili.

Dal Monte dei Frati, il ritorno avviene per lo stesso itinerario dell’andata.

Focus storia: L’organizzazione della difesa tedesca

La costruzione e la disposizione delle fortificazioni tedesche lungo la Linea Gotica sono subordinate ai criteri delle “difesa elastica”, imperniata sulla suddivisione del territorio da difendere in quattro fasce.

  1. Vorgeschobene Stellung: è una fascia di profondità variabile, a seconda della morfologia del terreno e delle direttrici di attacco nemiche, ma può superare anche i 6 km di distanza dalla linea principale. E’ presidiata da pattuglie mobili di esploratori e di mitraglieri che controllano le vie di accesso, e da vedette appostate su buoni punti di osservazione che spiano ogni mossa nemica.
  2. Gefechtsvorposten: dista circa 4 km dalla linea principale, e le vie di accesso qui sono minate e sotto il fuoco incrociato delle mitragliatrici, gli uomini che vi operano sono quelli che aprono il primo fuoco di sbarramento, ed hanno libertà di effettuare anche attacchi a sorpresa contro piccoli obiettivi, per ritardare l’avanzata nemica.
  3. Hauptkampflinie: viene stabilita dai comandi di settore in base alla conformazione del terreno; ogni comandante di squadra, sul posto, decide dove posizionare armi, ostacoli, mine, munizioni, infermeria, radio, ricoveri, ecc. I posti di combattimento sono formati da nidi di mitragliatrici e postazioni di mortai, che i soldati raggiungono attraverso trincee.
  4. Hauptkampffeld: è la zona di sbarramento principale, dove si concentrano – protetti da campi minati – i mortai ed i cannoni (dietro, in copertura) e il grosso della fanteria, con fucili e mitragliatrici.

La difesa elastica prevede inoltre lo Stuztpunkt: se si subisce un attacco massiccio, la truppa retrocede verso un punto stabilito, dove la difesa si organizza su squadre di 10 uomini con una mitragliatrice, posizionate in gruppi di 3 o di 5, a formare nidi di mitragliatrici ravvicinati. Questa difesa compatta si completa con i mortai da 50 mm e talvolta anche con i cannoni anticarro. Lo scopo è quello di rallentare l’avanzata nemica, in modo da consentire ai soldati del genio di costruire velocemente, dietro, nuove difese strutturate.

Tenendo conto di tale suddivisione del territorio, le difese campali tedesche prevedono diversi tipi di postazione.

Infine, ma non per ultimo, occorre ricordare le postazioni degli osservatori; collocate su posizioni dominanti, da cui è possibile godere di ampia visuale, queste postazioni hanno diverse funzioni; in primo luogo ci sono quelle di servizio per le artiglierie, destinate a fornire le indicazioni di tiro ai cannonieri; ci sono poi gli osservatori degli avamposti, di primaria importanza per la difesa elastica, poiché la conoscenza precoce delle intenzioni del nemico e quindi dei suoi movimenti è essenziale per poter impostare la difesa e spostare uomini ed armamenti da un settore all’altro in tempo utile.

Non da ultimo, ci sono gli osservatori degli Stuztpunkt che hanno lo scopo di consentire un contatto anche visivo tra le varie squadre e plotoni di uomini dislocati lungo la linea difensiva.
Visitando i resti delle fortificazioni nel Parco della Linea Gotica di Badia Tedalda, è possibile individuare tutte le tipologie di postazione sopra descritte; prendendone cognizione sia nella loro specifica conformazione e funzione, che nella loro reciproca connessione. E’ possibile inoltre - da diversi punti di osservazione - considerare l’insieme di tali fortificazioni e dunque il loro significato, tanto come apparato di difesa militare, quanto in termini di un “insieme di opere” che ha segnato in profondità la storia di questo territorio.

Nota bibliografica

Per la redazione dei testi si è fatto riferimento alla bibliografia attualmente disponibile, della cui composita e cospicua mole è qui impossibile dare conto. A titolo di primo orientamento, per i quadri generali del periodo 1943-1945, così come per una bibliografia di ampio respiro si rinvia a: AA.VV., Dizionario della Resistenza. Personaggi, luoghi, organismi e formazioni, De Ferrari, 2008, ed inoltre a: Collotti E. - Sandri R. - Sessi F., Dizionario della Resistenza. Storia e geografia della Liberazione, voll. I-II, Einaudi, Torino 2000-2001. Per una bibliografia sulle vicende relative alla Toscana si rinvia a quella proposta dal Museo Virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza. Per la presenza militare tedesca in Italia si è fatto riferimento soprattutto agli studi di Carlo Gentile, ivi compresa la banca dati on line curata nel 2004 da Gentile per l'Istituto Storico Germanico di Roma.