04 – Monte Faggiola

Località di partenza:
Cà Lupardi - Rofelle (m. 712 slm)
Località di arrivo:
Monte Faggiola (m. 1.088 slm)
Lunghezza:
km. 2,7
Dislivello totale in salita:
m. 376
Ritorno:
per lo stesso percorso

Descrizione

Si lascia l’auto a Ca’ Lupardi, piccola frazione che - appena superata Rofelle - si incontra sulla destra della strada che sale verso Montebotolino. Qui la strada asfaltata finisce in un piccolo parcheggio poco prima delle ultime case. Subito oltre il parcheggio, a sinistra si sale sulla ripida sterrata che - tagliando tutto il pendio sud del M. Faggiola - arriva ad affacciarsi sul crinale tra il M. Prato Lama e il M.Faggiola (sentiero CAI n° 23 - km.1.2).

Al bivio si segue la strada sterrata verso sinistra fino ad uno slargo, dal quale, sempre a sinistra, tra i recinti di pascolo si stacca il sentiero vero e proprio che con ripida salita riguadagna il crinale fino a lambire il rimboschimento.

Poco prima di raggiungere la sommità del rilievo (km.1,9), una brevissima deviazione sulla destra (segnali giallo-blù del Parco) consente la visita a una delle casematte scavate nella roccia, utilizzate come deposito munizioni; lasciata la sterrata, si tratta davvero di percorrere pochi passi su una traccia di sentiero che, rispetto alla strada, scende leggermente fino all’imbocco della cavità. Anche questa, come altre casematte scavate nella roccia, presenta la caratteristica forma ad L, utile sia per migliorare il mantenimento delle munizioni in condizioni asciutte, sia per ridurre la possibilità che un proiettile nemico, anche casualmente, possa colpire direttamente il deposito.

Una volta tornati sulla sterrata, in pochi minuti di salita si raggiunge la sommità del Monte Faggiola (km.2.7), da dove si può godere di una splendida visuale. Il panorama a 360 gradi consente di cogliere in un grande abbraccio visivo tutte le montagne circostanti ed anche cime poste più in lontananza, come ad esempio i Sibillini, a sud-est. Interessante anche il colpo d’occhio sull’Alta Valmarecchia e l’Alpe della Luna; anche sul versante del Monte Faggiola che volge verso il Marecchia erano state ricavate diverse postazioni, delle quali però restano tracce meno evidenti che altrove (chi volesse compiere un’escursione in tale area può comunque rivolgersi agli accompagnatori del Parco).

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario dell’andata.

Focus storia: Tedeschi ed Alleati: eserciti contro

In termini di forze armate, i tedeschi nell’agosto 1944 schierano sulla Linea Gotica 24 divisioni (comprese 2 italiane) per un totale di circa 300 mila uomini. Sono però divisioni a corto di effettivi e per lo più composte da fanteria appiedata; solo 5, infatti, sono divisioni mobili di carri e di artiglieria. Gli Alleati - oltre al completo dominio dei cieli (i tedeschi non dispongono più di aviazione in Italia), ed oltre a una forte superiorità in mezzi ed armamenti – hanno a disposizione quasi un milione e mezzo di uomini, raggruppati in 20 divisioni. Oltre la metà di questa forza, per la verità, è costituita da forze non combattenti, senza contare che sono uomini appartenenti a ben 26 nazionalità diverse che non di rado fanno fatica a comprendersi tra di loro. Ma in ogni caso la superiorità alleata anche in termini di soldati è schiacciante.

Di seguito, i reparti che prendono parte ai combattimenti lungo la Linea Gotica, dall'agosto 1944 al maggio 1945.

Le forze tedesche fanno capo al Gruppo di Armate C, comandate dal Feldmaresciallo Kesselring (poi dal Generale H. von Vietinghoff), e comprendono la 10a Armata e la 14a Armata. La 10a Armata (generale von Vietinghoff) è composta dal LXXVI Corpo Corazzato (5 divisioni: una di paracadutisti, una da montagna, e tre di fanteria); dal LI Corpo da montagna (4 divisioni: tre di fanteria e una di cacciatori). La 14a Armata (generale Lemelsen) è composta dal II Corpo paracadutisti (e divisioni: una di paracadutisti e due di fanteria), dal XIV Corpo corazzato (3 divisioni: due di fanteria e una corazzata), dall’Armata “Liguria” (4 divisioni: una di cacciatori e una di fanteria tedesche, la Divisione Alpina “Monterosa” e la Divisione di fanteria marina “San Marco”, italiane). Queste due armate sono chiamate a difendere rispettivamente il settore centro-orientale (denominato “Alarico”) e il settore centro-occidentale (denominato “Teodorico”).

In riserva ci sono una divisione corazzata e una divisione di avieri. Ed infine sono presenti alcune unità autonome, raggruppate nel LXXV Corpo (una divisione di fanteria, una corazzata e una da montagna), e sotto il Comando Costa Adriatica (una divisione di fanteria e una da montagna).

Le Forze Alleate sono comandate dal generale Alexander (fino a dicembre 1944, poi dal generale Clark), e si compongono di due armate: la V Armata USA e la VIII Armata britannica. La V Armata (generale Clark fino a dicembre 1944, poi generale Truscott), è formata dal II Corpo USA (4 divisioni di fanteria, affiancate dal Gruppo di combattimento “Legnano”); dal IV Corpo USA (5 divisioni: una di fanteria, una corazzata e una da montagna USA, una corazzata sudafricana e una di fanteria brasiliana); dal XIII Corpo britannico (8 divisioni: una di artiglieria, tre di fanteria e una corazzata britanniche, 2 di fanteria indiana, una di fanteria neozelandese, più il Gruppo di combattimento “Folgore”); ed infine da un’unità autonoma, la 92a Divisione di fanteria statunitense.

L’VIII Armata britannica (l'unità operativa che dall'estate 1941 aveva raggruppato le forze combattenti del Commonwealth schierate in Medio Oriente e, sotto la guida del generale Montgomery aveva costretto alla resa le forze dell'Asse in Nordafrica), è guidata dal generale Leese (fino all’ottobre 1944, poi dal generale McCreery), ed è composta dal V Corpo britannico (10 divisioni: una di artiglieria, due corazzate e quattro di fanteria britanniche, due di fanteria indiana e una di fanteria neozelandese, più il Corpo Italiano di Liberazione e il Gruppo di combattimento “Cremona”); dal X Corpo britannico (3 divisioni: una di artiglieria e una corazzata britanniche, una di fanteria indiana, più la Brigata ebraica e il Gruppo di Combattimento “Friuli”); dal I Corpo Canadese (6 divisioni: una di artiglieria, una di fanteria e due corazzate canadesi, una di fanteria britannica, una fanteria neozelandese, più una Brigata da montagna greca); dal II Corpo polacco (4 divisioni: una di artiglieria, una di fucilieri, una di fanteria ed una corazzata). Ci sono inoltre 3 unità autonome: la 2a Unità Commando, la 2a Brigata paracadutisti e la 45a Task Force statunitense.

Infine, vanno ricordate le forze partigiane che partecipano ai combattimenti sulla Linea Gotica: la 36ª Brigata Garibaldi "Bianconcini"; la 5ª Brigata Garibaldi “Pesaro”; la 29ª Brigata GAP "Sozzi"; l’8ª Brigata Garibaldi “Romagna”; la 28ª Brigata Garibaldi "Gordini"; la 62ª Brigata Garibaldi "Camicie Rosse-Pampurio"; la Brigata Partigiana “Stella Rossa”; la Divisione “Modena-Armando”; l’XI Zona Patrioti e la Divisione “Lunense”.

Il tratto della Linea Gotica che comprende Badia Tedalda, è il primo (partendo da est) dei cinque sotto-settori di cui si compone tale frazione, che nel complesso va da San Sisto (in provincia di Pesaro) al Passo di Casaglia (in provincia di Firenze). I sotto-settori in questione sono:

  1. da San Sisto al Passo di Viamaggio di competenza della 114a Divisione di cacciatori, al comando del colonnello Hans Joachim Ehlert;
  2. dal Passo di Viamaggio al Passo dei Mandrioli: di competenza della 44a Divisione di fanteria Reichgrenadieren Hoch und Deutschmeister, al comando del generale Rost;
  3. dal Passo dei Mandrioli a Casanova dell’Alpe: di competenza della 305a Divisone di fanteria, al comando dal generale Hauck);
  4. da Casanova dell’Alpe al Passo di San Godenzo: di competenza della 334° Divisione di fanteria, comandata dal generale Bohlke;
  5. da San Godenzo al Passo di Casaglia: di competenza della 715° Divisione di fanteria, comandata dal generale Hildebandt.

In Valtiberina il compito di attaccare la Linea Gotica spetta al X Corpo (generale Mc Creery) che però è ridotto alla sola 10a Divisione di fanteria indiana e alla 9a Brigata Tanks britannica (appoggiati dai cannoni del 2nd Army Group Royal Artillery).

E il suo compito - sebbene sia soprattutto quello di tenere il nemico “sotto pressione”, senza l’onere di dover sferrare un attacco decisivo – non è del tutto agevole, perché i tedeschi, prima della Linea Gotica hanno costruito una linea difensiva avanzata, la “Linea Bruna”, che passa appena sopra Pieve Santo Stefano (corre dal Monte della Verna al Monte Faggiola, al Monte della Modina, attraversa il Tevere fra Poggio Castellaccio e Monte Faggio, e prosegue poi al Montalto e Monte Verde). Un ulteriore “contrafforte” che costringe gli uomini di Mc Creery a conquistarsi il terreno – da Pieve Santo Stefano in avanti - combattendo duramente, metro per metro. Con un’avanzata rallentata anche dal fatto che case, strade e ponti sono sistematicamente distrutti dai tedeschi in ritirata. Il cannoneggiamento contro le postazioni della Linea Gotica, in ogni caso, comincia in agosto; ad Anghiari gli inglesi collocano le batterie di cannoni che spareranno anche verso il Passo di Viamaggio, Pratieghi, e le altre località della zona in cui sono piazzati la contraerea e l’artiglieria tedesca (che, a loro volta, puntano ovviamente verso la Valtiberina)

Nota bibliografica

Per la redazione dei testi si è fatto riferimento alla bibliografia attualmente disponibile, della cui composita e cospicua mole è qui impossibile dare conto. A titolo di primo orientamento, per i quadri generali del periodo 1943-1945, così come per una bibliografia di ampio respiro si rinvia a: AA.VV., Dizionario della Resistenza. Personaggi, luoghi, organismi e formazioni, De Ferrari, 2008, ed inoltre a: Collotti E. - Sandri R. - Sessi F., Dizionario della Resistenza. Storia e geografia della Liberazione, voll. I-II, Einaudi, Torino 2000-2001. Per una bibliografia sulle vicende relative alla Toscana si rinvia a quella proposta dal Museo Virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza. Per la presenza militare tedesca in Italia si è fatto riferimento soprattutto agli studi di Carlo Gentile, ivi compresa la banca dati on line curata nel 2004 da Gentile per l'Istituto Storico Germanico di Roma.