03 – Di qua e di là del Marecchia

Badia Tedalda - Rofelle – Molino di Bascio – San Gianni – Colcellalto – Ponte Presale - Badia Tedalda

Partenza e Arrivo:
Badia Tedalda
Lunghezza:
km. 30
Dislivello totale in salita:
m. 1.007
Quota di partenza:
m. 695 slm
Quota minima:
m.430
Quota massima:
m. 897 slm

Descrizione

Questo itinerario in mtb percorre - così come il n. 02 - una parte della frazione di Linea Gotica che attraversava il territorio di Badia Tedalda, ma questa volta si “allarga” lo sguardo anche ai territori dei comuni di Casteldelci e di Sestino, lungo la valle Marecchia. Durante il percorso è possibile visitare diversi resti di fortificazioni.

Da Badia Tedalda si scende su asfalto in direzione di Rofelle, si attraversa il Marecchia in prossimità di un vecchio mulino oggi riadattato ad abitazione (km 3,7), e si risale fin quasi a raggiungere la frazione di Rofelle. Poco prima del nucleo principale della frazione si va a destra, in direzione Il Poggio (km 5,00).

Comincia a questo punto una pista sterrata, che con vari saliscendi consente di percorrere a mezza costa il versante sinistro del Marecchia. Si pedala su fondo quasi sempre buono, avendo alla propria sinistra il versante del Monte Prato Lama e sulla destra diversi panoramici affacci sul Marecchia. Sui contrafforti sommitali del Prato Lama vi erano, nel 1944, diverse fortificazioni (di cui oggi sono visibili scarsi resti) che controllavano, insieme alle dirimpettaie postazioni di Villa Belvedere (sull’altra sponda del Marecchia) questo punto della valle. Si superano piccole frazioni, alcune della quali costituite ormai solo da vecchi casali diroccati.

Tenendo sempre la destra nei pochi incroci in cui ci si imbatte, si raggiunge - dopo un ultimo tratto in discesa - la strada asfaltata che sale verso Gattara (km 11,00). Anche qui si tiene la destra, e si scende fino a Molino di Bascio.

Giunti sulla SP 258 Marecchiese (km 12,5) si prende prima a sinistra e poi, al primo incrocio (quando si è ancora dentro l’abitato), di nuovo a destra, in direzione San Gianni. Da questo momento comincia una piacevole salita (su asfalto e con andamento regolare) che permette di raggiungere la piccola ma pittoresca frazione di San Gianni (km 17,40). Anche questa frazione durante la guerra ospitò un comando locale tedesco.

Da San Gianni si continua a salire, fino a giungere ad un incrocio (km 19,5), Qui l’itinerario prosegue a sinistra, ma per visitare i resti della fortificazioni di Poggio Palazzaccio occorre fare una deviazione a destra, superare l’oratorio della Rocchetta e proseguire fino al crinale di Poggio Palazzaccio (km 20,7). I dettagli della visita a tale sito – molto articolati ed interessante - sono forniti dal personale del Parco che accompagna i turisti. Tornando a descrivere il percorso principale, dal bivio in cui si può effettuare la deviazione per Poggio Palazzaccio l’itinerario prosegue, come già detto, a sinistra.

Si procede sempre su strada bianca, per risalire fino alla quota massima che lambisce la cima di Monte Maggio (m. 897) e scendere poi in discesa (a tratti ripida) alla SP 49 Sestinese. Si pedala sempre tra pascoli e boschi, in un ambiente piuttosto selvaggio (sebbene non siano del tutto assenti tracce antropiche), e non è raro imbattersi in piccoli branchi di caprioli o di cinghiali. A nord-est il panorama è chiuso dai profili inconfondibili del Monte Carpegna e di Sasso Simone e Simoncello. Giunti sulla Sestinese si gira a destra per incontrare - poco dopo - l’incrocio per Colcellalto (km 24,7).

Si prende quindi a sinistra e si entra in questa piccola frazione che durante la guerra è stata anch’essa sede di uno dei tanti comandi di zona tedeschi dislocati nel territorio (attorno alla frazione ed anche nei pressi della chiesa erano state costruite all’epoca numerose opere di fortificazione, di cui però oggi non vi è più traccia). Non molto distante da Colcellalto, peraltro, si può visitare una delle poche “casematte” scavate nella roccia ancora pressoché intatte (non ci sono segnalazioni in loco: per la visita occorre rivolgersi agli accompagnatori del Parco). Da Colcellalto si prosegue in discesa sulla vecchia strada (un po’ dissestata ma asfaltata) che si immette - in località Palazzi - di nuovo sulla SP 49.

E quindi ancora in discesa fino a Ponte Presale (km 27,7).

Da qui, si può scegliere di rientrare a Badia Tedalda seguendo le indicazioni della SP 258 o sulla vecchia viabilità, attraversando il vecchio ponte, e salendo un po’ ripidamente fino ad incrociare di nuovo la SP 258 poco prima di Badia. Ancora pochi minuti e si giunge in paese (km. 30,00).